Parole intrecciate ecclesiastiche

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Spiegazioni dei singoli termini nel gioco delle parole intrecciate:

  • celebrante: Il celebrante (dal latino *celebrare*, celebrare, festeggiare) è il sacerdote che presiede la Messa. Nella Chiesa cattolica romana, dopo il Concilio Vaticano II, è divenuto possibile che più sacerdoti celebrino insieme (concelebrino) una stessa Messa – pratica che in precedenza era riservata solo a circostanze eccezionali. Questi sacerdoti sono detti concelebranti, mentre uno di essi è il celebrante principale della concelebrazione comune. Nella Chiesa d’Oriente la concelebrazione, invece, era una pratica abituale.
  • abaco: L’abaco, o *abak*, è parte dell’arredo liturgico della chiesa. Si tratta di un piccolo tavolo destinato alla preparazione degli oggetti per la Santa Messa, solitamente collocato nel presbiterio vicino all’altare. Più spesso si trova accostato alla parete sul lato dell’epistola del tempio. Può essere coperto da un telo di lino ed è servito dagli accoliti o dai ministranti. Su di esso possono trovarsi il pane e il vino prima della consacrazione, la pisside, le patene, i recipienti (acquamanili) e l’asciugamano per il lavabo, ecc. Le ostie destinate ai fedeli possono essere durante la celebrazione conservate in un ciborio o in una pisside.
  • sedes: La *sedes* è la sede fissa collocata nel presbiterio, dalla quale il celebrante principale presiede la liturgia. Ha cominciato a essere utilizzata solo con la riforma liturgica successiva al Concilio Vaticano II e, a differenza delle sedilia, è posta rivolta verso il popolo. Dalla *sedes* il sacerdote compie i riti di introduzione e di conclusione, da lì presiede anche la liturgia della parola e le preghiere dei fedeli, e può tenere l’omelia. Accanto alla *sedes* hanno posto i diaconi e gli altri ministranti.
  • teiere: Durante la messa cattolica si utilizza una coppia di piccoli recipienti liturgici su un vassoio: uno serve per l’acqua (può essere contrassegnato con la lettera A, dall’originale latino *aqua*, oppure non avere alcuna sigla) e l’altro per il vino (con la lettera V da *vinum*). Il sacerdote vi versa durante la celebrazione vino e acqua nel calice. Successivamente recitava il Salmo 26,6, che inizia con la parola *lavabo*, e si lavava le dita con l’acqua di un recipiente più grande, che il ministrante gli versava sulle mani. Per asciugarsi usava un piccolo asciugamano, con il quale i recipienti erano coperti. L’intero gesto si chiamava in latino *lavabo*, termine che in senso metaforico si trasferì anche a questo asciugamano (*lavabo*). Dal 1968 il rito è stato semplificato e il sacerdote recita il Salmo 51,4, una preghiera di perdono delle proprie colpe prima dell’offerta. I recipienti liturgici sono solitamente di vetro, più raramente potevano essere realizzati in metallo prezioso, ad esempio in argento dorato, ma anche in stagno o in ottone. Il recipiente più grande per il lavaggio delle mani è di norma metallico.
  • palla: La palla (talvolta detta anche *pala*) è un quadrato di lino decorato e irrigidito con cartone, con il quale durante la Messa si copre il calice contenente il vino consacrato (sangue di Cristo), per evitare che vi cadano impurità o insetti. Si è sviluppata dalla parte posteriore del corporale ed è utilizzata nella Chiesa cattolica romana e nelle Chiese luterane.
  • aspersorio: L’aspersorio (dal latino *aspergere*, aspergere) è un recipiente portatile per l’acqua benedetta, nel quale si immerge l’aspersorio (*aspergil*) durante la benedizione con l’acqua santa nella Chiesa cattolica romana. In senso esteso può indicare anche l’acquasantiera. La persona che porta l’aspersorio si chiama *asperferario*.
  • ciborio: Il termine *ciborio* deriva dal greco *kiborion*. È un recipiente liturgico utilizzato nella Chiesa cattolica e nelle Chiese che celebrano l’Eucaristia per conservare le ostie consacrate – cioè l’Eucaristia stessa. Nell’epoca paleocristiana si usavano contenitori in legno, avorio, terracotta, tessuto o metallo comune con decorazioni smaltate, analoghi alle pissidi (in ceco “puška”). Dal tardo Medioevo (XV secolo) la forma del ciborio è simile a quella del calice, ma la coppa (lat. *cuppa*) ha una capacità maggiore ed è dotata di coperchio. Sulla sommità del coperchio si trova molto spesso un pomello con una croce. Nella Chiesa cattolica romana e in quella greco-cattolica il materiale della coppa deve essere un metallo prezioso, più comunemente l’argento dorato all’interno.
  • corporale: Il corporale è un telo quadrato di lino bianco utilizzato durante la celebrazione della Santa Messa nella Chiesa cattolica. Sul corporale, durante la Messa, vengono posti la patena, il calice e, eventualmente, anche il ciborio. Nella Messa nella forma straordinaria del rito romano vi si depone anche l’ostia stessa.
  • turibolo: Il turibolo (in latino *turibulum* o *thuribulum*) è un incensiere cristiano, un recipiente metallico portatile dotato di fori e coperchio, sospeso generalmente a tre catenelle con manico. Si tratta di un oggetto rituale in uso fin dall’alto Medioevo, attestato già nella seconda metà del II secolo nelle catacombe durante le sepolture. Nella liturgia compare intorno al VI secolo. Viene utilizzato dal sacerdote o da un suo assistente (ministrante) durante le celebrazioni e altri riti religiosi, per la purificazione sacra – l’incensazione delle persone e la consacrazione delle chiese, dei loro altari, delle statue e di altri oggetti. All’interno del recipiente si pone una coppa metallica con carboni ardenti o bricchette autoaccendenti. Sui carboni si sparge l’incenso – resina profumata che viene conservata nella cosiddetta *navicella*.
  • battesimo: Il battesimo è uno dei sacramenti e rappresenta la purificazione dai peccati e l’unione del credente con Cristo. Le origini della pratica cristiana del battesimo risalgono a Giovanni Battista che, secondo il Nuovo Testamento, battezzò Gesù nel fiume Giordano. La parola *battesimo* in greco è βάπτισμα (*baptisma*), che significa immersione. La Bibbia definisce il battesimo come immersione nell’acqua. Diverse Chiese cristiane amministrano il battesimo, a seconda della tradizione, mediante l’aspersione o per immersione totale nell’acqua.
  • eucaristia: L’eucaristia (dal greco “ringraziamento”) è il rito cristiano che ricorda l’Ultima Cena di Gesù Cristo prima della sua crocifissione. L’essenza del rito è il consumo rituale del pane e del vino nei quali, secondo la fede cristiana, sono presenti il corpo e il sangue di Cristo. Con il termine *eucaristia* si indicano anche questo pane e vino.
  • ostia: L’ostia (dal latino *hostia* = vittima, animale sacrificale) nella tradizione cristiana indica il pane preparato per la celebrazione eucaristica. Nella maggior parte delle liturgie l’ostia, dopo la consacrazione, è chiamata “corpo di Cristo”; tra le diverse Chiese cristiane non vi è concordia riguardo al modo della presenza di Cristo nella celebrazione eucaristica.
  • navicella: La *navicella* (in latino *navicula*) è un recipiente liturgico destinato a contenere l’incenso che il sacerdote aggiunge al turibolo. Tradizionalmente le navicelle avevano la forma dello scafo di una barca, mentre oggi la loro forma è spesso circolare. Durante le celebrazioni la navicella, con il cucchiaino, è portata da un ministrante chiamato *naviculaire*.
  • altare: Il Nuovo Testamento usa la parola *altare* per esprimere il sacrificio di Gesù sulla croce in At 14,13 ed Eb 13,10. Poiché nel cristianesimo non esiste altro sacrificio se non quello dell’unico sacerdote, Gesù Cristo, gli altari non sono intesi dai cristiani nello stesso modo che nelle altre religioni. Per l’altare, inoltre, i cristiani non usarono in latino il termine comune *ara*, ma introdussero un nuovo nome, *altare* (luogo elevato). Nel cristianesimo l’altare è usato come luogo sul quale vengono offerti i doni del pane e del vino durante la celebrazione eucaristica.
  • liturgia: La liturgia è un incontro a carattere religioso dei fedeli con lo scopo di comunicare con Dio, di incontrarlo o di offrirgli un sacrificio.